Qualche giorno fa ho accompagnato un gruppo a Mamoiada in occasione della festività di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio, pioveva tantissimo, la mattina la visita al Museo delle maschere mediterranee (da poco rimodernato) ma nel pomeriggio l’acquazzone incessante scoraggiava, pensavamo la sfilata non sarebbe avvenuta, eppure dopo qualche ora i Mamuthones e gli Issohadores sono comunque usciti, nonostante il maltempo, hanno onorato il loro rito che si ripete da tempo immemore senza interrompersi.
⁉️In tanti paesi della Sardegna vengono accesi dei grandi falò per questa festa ma si è perso il senso, certamente non si sa con chiarezza perché lo si fa, mentre a Mamoiada il rito è sentito e il significato conosciuto.
I vestiti hanno pelli, campane, maschere e altri dettagli carichi di significato propiziatorio.
Qualche giorno prima dell’uscita a Mamoiada ho raccontato al mio gruppo, con l’ausilio di alcune slide (una in basso nell’ immagine), il senso e l’origine di questi festeggiamenti arcaici, arrivati sino a noi oggi e reduci dal sincretismo pagano-cristiano, una storia affascinante di quando l’uomo viveva in stretta dipendenza dalla natura e la rispettava nei suoi cicli.
❤️Per me ogni volta raccontare un po’ di Mamoiada, suscitare emozione e curiosità negli occhi delle persone, è un onore.
Mamoiada mi ha portato fortuna 6 anni fa quando la scelsi come “punto di partenza” e oggi continua ad essere un luogo che rispetto con profondo sentimento e dove trovo sempre tanta sincera accoglienza e calore.